Ernesto Eula, nato a Barge nel 1889, proveniva da una famiglia di magistrati. Dopo la laurea in giurisprudenza nel 1911, entrò in magistratura l'anno seguente. Durante la Prima Guerra Mondiale, si arruolò volontario, fu decorato e svolse il ruolo di avvocato militare. Dopo il conflitto, riprese la carriera giudiziaria, arrivando a diventare consigliere di cassazione nel 1934.
Eula promosse una visione moderna della proprietà privata basata sulla sua funzione produttiva, influenzando l'articolo 42 della Costituzione repubblicana. Nel 1942 fu nominato procuratore generale e, nonostante le vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale, fu reintegrato nel 1944. Negli anni successivi ricoprì incarichi prestigiosi, culminando nel ruolo di primo presidente della Corte di cassazione nel 1954. Fu molto apprezzato per il senso dello Stato e il contributo della magistratura all'unità e alla giustizia.
Oltre alla carriera giuridica, Eula fu attivo in ambito internazionale e scientifico. Dirigeva importanti pubblicazioni giuridiche e presiedeva istituti di studi. Morì nel 1981 a Chiusa di Pesio, dove risiedeva presso la "Casa dell'Angelo Custode".
Durante la grande guerra si arruolò volontario, fu decorato con la croce al merito di guerra e svolse anche le funzioni di avvocato militare presso il tribunale di guerra del II corpo d'armata. Finito il conflitto mondiale, riprese l'attività di magistrato che svolse presso le preture di Borgomaro e di Pieve di Teco e dal 1924 presso il tribunale di Savona, fino al conseguimento delle qualifiche di consigliere di corte di appello nel 1928 e di consigliere di cassazione nel 1934.
I suoi contributi dottrinari dell'epoca promossero, tra l'altro, una concezione della proprietà privata all'insegna della sua funzione produttiva - che la Costituzione repubblicana all'art. 42 avrebbe ripreso e rilanciato attraverso la nozione di funzione sociale - considerando, a dispetto della concezione tradizionale, l'attitudine dei beni a produrre ricchezza.
Nel 1948 assunse l'incarico di procuratore generale presso l'Alta Corte siciliana, nel 1951 quello di consulente giuridico presso l'Alto Commissariato per l'alimentazione e nel 1953 le funzioni di procuratore generale presso la Corte di cassazione. Infine, nell'ottobre 1954 fu nominato primo presidente della Corte di cassazione, e fu così salutato da Piero Calamandrei durante la cerimonia di insediamento: "Nella dottrina di Ernesto Eula il carattere che mi sembra preminente e che forse gli viene dal suo vecchio Piemonte è il senso dello Stato; è la convinzione, affiorante da tutti i suoi scritti e da tutte le sue requisitorie, della partecipazione attiva della Magistratura, in armonia con tutti gli altri poteri costituzionali, a garantire l'unità dello Stato e a mantenerlo sulla via della giustizia".
Sotto la sua presidenza, che terminò nel febbraio del 1959 allorché fu collocato a riposo per raggiunti limiti di età, la Corte di cassazione definì, fra l'altro, i suoi orientamenti sul delicato rapporto tra giurisdizione e Corte costituzionale. Nel 1958 fu nominato presidente del Comitato internazionale per l'unità e l'universalità della cultura, nel 1959 presidente effettivo dell'Istituto internazionale di studi giuridici, presidente del Centro studi latino americani e componente del Consiglio del contenzioso diplomatico del ministero degli Affari esteri, e nel 1961 presidente dell'Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato, ente ausiliario della Società delle nazioni.
Numerosi e apprezzati furono i suoi contributi scientifici. Dal 1954 diresse la Rivista Penale e dal 1957 il Novissimo Digesto italiano. Morì l'8 dicembre 1981 a Chiusa di Pesio ove possedeva quella che sarebbe diventata la "Casa dell'Angelo Custode".
